Pazienti su cui si può fare l’implantologia

In buona sostanza quasi tutti possono fare l'implantologia!
Ovviamente dopo aver valutato il paziente, il suo stato generale di salute, la quantità di osso disponibile e la sua qualità e le dinamiche motivazionali del paziente, si può affermare che la maggioranza dei casi di edentulia parziale o totale può essere risolta con l’ausilio degli impianti.

Ci sono da considerare tuttavia quelle che in medicina generale vengono definite delle “controindicazioni” di carattere locale o generale, temporaneo o permanente che sconsigliano fortemente la terapia implantare. Proprio per questa intrinseca complessità  di fattori è assolutamente necessario che il paziente risponda sinceramente ed esaustivamente alle domande che vengono rivolte dall’odontoiatra in occasione della visita preliminare. E’ prassi consolidata che oltre al colloquio verbale si chieda al paziente di compilare e firmare un questionario che permette all’odontoiatra di classificare correttamente la situazione clinica remota e recente del paziente e quindi valutare indicazioni e controindicazioni.

Ecco allora che periodi di stress intensi che il paziente attraversa o gravidanze in corso sconsigliano fortemente le pratiche implantari.

Anche trattamenti farmacologici con anticoagulanti od immunosoppressori. oppure stati anemici, alterazioni delle difese immunitarie contro le infezioni e della coagulazione e anche il diabete giovanile costituiscono controindicazioni assolute all’implantologia endo-ossea.

Tutto il comparto poi dei pazienti con  malattie cardiocircolatorie, con protesi valvolari cardiache e pregresse endocarditi batteriche costituisce un gruppo di pazienti ad alto rischio  che vanno valutati con l’ausilio del cardiologo curante. Da ultimo anche in caso di particolari malattie dell’osso si devono vagliare attentamente i pro ed i contro dell’eventuale terapia implantare.